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Sottosegretario Amendola, ora cambiare politiche UE su immigrazione e proseguire su progetto di difesa comune
"Per la prima volta ci troviamo davanti a un fronte interno di massiccia migrazione fra paesi europei. Abbiamo avuto finalmente il coraggio di tirare fuori dal cassetto la direttiva per la protezione temporanea degli sfollati", così il Sottosegretario Amendola in un'intervista al quotidiano Avvenire. "Dopo decenni di ritardi, abbiamo dato vita nell'ultimo Consiglio europeo a un progetto di politica estera e di difesa comune. E' un cambio di prospettiva legato a investimenti comuni e all'impegno per le missioni di pace fuori dai confini europei, a cui l'Italia non può mancare".
"E' tempo di soluzioni, sui migranti la UE deve adottare proposte strutturali"
"In tutte le sedi europee cercheremo di trovare soluzioni strutturali in modo condiviso e solidale al problema dei migranti. Non vogliamo blocchi contrapposti. E' un lavoro di riforma di vari settori della politica europea", spiega il Ministro Amendola al Corriere della Sera. "C'è molto da fare. Il quadro finanziario pluriennale ha bisogno di numeri stabili e nuove soluzioni per le risorse proprie della UE. Bisogna essere creativi nell'aprire margini di intervento migliori, sul clima e sulla disoccupazione. L'Italia deve parteciparvi con le sue proposte, ma anche dando un segnale di stabilità sul proprio impegno e lavorando per una svolta".
Europa, elezione diretta per avere più democrazia
"La scelta giusta per il Paese è non restare ai margini ma porsi alla guida del processo di riforma" scrive il Sottosegretario Gozi sul Corriere della Sera. "Solo l'Europa politica può permetterci di riprendere il controllo sul nuovo capitalismo digitale, sull'immigrazione, il terrorismo o il cambiamento climatico".
Comitato Interministeriale per gli Affari Europei (CIAE), 14 giugno 2017
Il Comitato si è riunito il 14 giugno 2017 sotto la presidenza del Sottosegretario Gozi. Al centro dei lavori, la riforma del regolamento di Dublino, l'Agenda 2030, lo stato della Brexit, la direttiva sul distacco dei lavoratori, il Pilastro sociale, la Strategia per la regione Adriatico-Ionica e le procedure di infrazione.
Gozi: "Sbagliato isolarsi, la priorità è collaborare sulle frontiere esterne"
Il sottosegretario Gozi a <em>La Stampa</em>: "Serve subito una polizia europea. La riforma di Dublino? Un passo avanti, i rifugiati vanno ridistribuiti. Italia sempre sotto osservazione? Stiamo smontando i pregiudizi contro di noi: sulle frodi 15 Paesi mi hanno chiesto un incontro per studiare il nostro modello di prevenzione".
Migranti, Gozi: dal Consiglio d'Europa forte spinta per superare Dublino
<img src="http://www.politicheeuropee.it/images/1845t.jpg" alt="Sandro Gozi" width="100" height="85" />"Si tratta di una conferma importante che giunge da un'autorevole istituzione" spiega il Sottosegretario Sandro Gozi che ricorda come "sin dall'inizio del Governo Renzi abbiamo posto il tema dell'inadeguatezza della politica europea comune in tema di migrazioni".
Immigrati, oltre Dublino
<p>"Purtroppo in Italia l'immigrazione è diventata una questione di pancia. Dobbiamo sforzarci di essere ragionevoli, superando becero populismo e inutile buonismo", scrive il Sottosegretario Gozi su <em>l'Unità</em>. "Occorre in primo luogo superare Dublino, introducendo il concetto di "status europeo del rifugiato".</p>
«Abbiamo ottenuto la redistribuzione ma l'Europa non può accogliere tutti»
<p>Il sottosegretario Gozi al <em>Messaggero</em> spiega: "Gli accordi di Dublino sono obsoleti, l'emergenza immigrazione è un problema europeo che solo con politiche europee può essere risolto. Lo ha capito anche Merkel". E su Schengen avvisa: "Se mettiamo in discussione la libera circolazione delle persone facciamo un grosso danno all'Europa rinata dopo Auschwitz".</p>
